Si installa con un comando
Un container Docker, esterno ai nodi: un comando e meno di due minuti dalla prima riga alla prima schermata. Se non vi convince si ferma il container e sui nodi non resta nulla.
Proxmox VE gestisce l’hypervisor
cv4pve-admin gestisce l’infrastruttura
Scritto da sistemisti per sistemisti. Snapshot con criteri di conservazione, analisi di backup e repliche, diagnostica, permessi e tracciamento. Esterno ai nodi, che restano come sono.

Si distribuisce come container Docker, esterno ai nodi. Meno di due minuti dalla prima riga alla prima schermata.
curl -fsSL https://raw.githubusercontent.com/Corsinvest/cv4pve-admin/main/install.sh | bashProxmox VE fa benissimo il suo mestiere: l’hypervisor, i nodi, le macchine. Quello che non fa è il lavoro di chi quei cluster li gestisce ogni giorno. Un backup che non parte da tre settimane non salta all’occhio, una replica ferma nemmeno, e il lunedì mattina nessuno sa con certezza se quelli di sabato sono andati. I guasti si scoprono quando telefona qualcuno. E quando qualcosa smette di funzionare, la domanda è sempre la stessa: cosa è cambiato rispetto a ieri?
Un container Docker, esterno ai nodi: un comando e meno di due minuti dalla prima riga alla prima schermata. Se non vi convince si ferma il container e sui nodi non resta nulla.
Le macchine continuate a gestirle da Proxmox VE. Qui si vede l’andamento: tutti i cluster insieme, cosa è cambiato, cosa non torna.
Il proxy VNC dà accesso alle console delle macchine senza aprire le porte di Proxmox VE: gli utenti si collegano solo a cv4pve-admin.
Permessi per ruolo, autenticazione a due fattori, token per le applicazioni e registro di chi ha fatto cosa. Non tutti devono poter spegnere una macchina.
Snapshot automatici con criteri di conservazione, e backup della configurazione dei nodi con invio su Git: la parte che i backup delle macchine non salvano.
Quali backup sono andati, quali no, quali non partono da settimane. Lo stesso per le repliche, per lo storage e per le prestazioni delle macchine.
Quando esce una versione nuova lo dice, e si aggiorna con un clic. Niente da scaricare, niente da rifare a mano.
Controlli di salute automatici su tutto il cluster, che trovano le configurazioni sbagliate prima che diventino un fermo.
Nodi, macchine e storage in un documento da esportare: serve quando arriva un audit, e quando bisogna decidere cosa comprare.
Ogni funzione è un modulo a sé: si accende quello che serve e il resto non c’è. Questi sono quelli disponibili oggi.
Quindici moduli, questi sono quelli disponibili oggi.
Accorgersene prima che telefoni qualcuno.
Quello che vi salva quando qualcosa va storto.
Quello che si fa da solo, una volta deciso come.
Gratis per sempre. Licenza AGPL-3.0: copre le funzioni principali, non scade e non limita i cluster. Il supporto è quello della comunità, su GitHub.
Tutto quello della Community, più i moduli avanzati e le notifiche verso oltre centoquaranta servizi. Il supporto lo diamo noi e i nostri partner, con tempi concordati.
Lo mettiamo in opera sulla vostra infrastruttura, collegato ai cluster che avete, con i permessi delle persone che lo useranno.
Configurazione e problemi in produzione, con tempi concordati. Chi vi risponde ha scritto il programma, non legge un manuale.
Moduli e integrazioni che vi servono e che non ci sono. Se hanno senso per tutti finiscono nella versione pubblica.
Mezza giornata o una giornata, per chi lo userà ogni giorno e non ha tempo di scoprirlo un pezzo alla volta.
Pensatelo come vCenter ripensato per l’ecosistema Proxmox: solo più leggero, più veloce e costruito su tecnologie .NET moderne.
Non è un progetto secondario. È strumentazione da produzione, scritta da gente che le emergenze di cluster alle tre di notte le ha vissute.
Partiamo da quello che avete oggi: quanti cluster, quante persone, cosa vi sfugge più spesso.